Dall'User-Generated all'On Air
Con Marta Bonafoni, che dirige Radio Popolare Roma, abbiamo più volte affrontato il tema del se e del come mandare in onda i contenuti creati dagli utenti (User Generated Content), che in questo caso sarebbero i reportage audio realizzati dagli utenti.
Da un lato saremmo allettati dalla prospettiva di creare un vero "ponte creativo" tra la radio e i suoi ascoltatori, ma siamo anche consapevoli che si tratta di un terreno pressochè inesplorato, con il serio rischio di mettere un piede sulla classica mina.
Il nodo principale rimane quello della moderazione dei contenuti. Prendiamo l'iniziativa CNN IReport, che permette a tutti di creare contenuti che vengono pubblicati su un "CNN-branded site" senza alcuna moderazione, mentre la selezione di ciò che andrà in onda sul canale televisivo vero e proprio (con apposito bollino "On CNN") rimane ovviamente appannaggio della redazione. Con questo approccio ci sono seri vantaggi per CNN, ma l'immagine generale che offre il sito di iReport è quella, neanche troppo sorprendente, di una montagna di pattume, e anche il saggio Techcrunch si chiede se non sia il caso di introdurre, a monte del sito, un primo livello di controllo, anche al costo di rinunciare all'altisonante payoff "Uncensored, Unflitered". Per tenere tracciati tutti i "candidati" ad entrare sulle pagine di iReport, potrebbe essere sufficiente usare un tag "ireport", che permetterebbe a chiunque di aggregare autonomamente questi contenuti attraverso un proprio feedreader online o offline, o di importarli sul proprio blog, senza causare imbarazzi al marchio della CNN, da sempre legato a valori come l'autorevolezza e la professionalità.
Ma c'è anche un altro nodo: come premiare, o quantomeno incentivare i reporter improvvisati. E' sufficiente la messa in onda e la citazione dell'autore, o è necessario mettere in piedi un meccanismo di revenue-sharing? Provo a rispondere: dipende dal contesto.
E' chiaro che un canale all-news come CNN, che realizza profitti immensi attraverso vari modelli di business, ad-based o subscription-based, potrebbe prevedere qualcosa del genere. Altri esempi importanti sono la Current TV di Al Gore e il sistema ireporter, che potremmo definire un modello di Crowdsourcing applicato al business dell'informazione.
Ma, per tornare a Marta, con Radio Popolare Roma come ci regoliamo? Lo vedremo nelle prossime settimane, vi aggiornerò quando avremo le idee più chiare... Intanto segnalo un interessante libro di Todd Maffin, importante osservatore canadese di tutto quello che accade nei nuovi media, che spiega come vendere il proprio reportage a una radio pubblica, indipendentemente dalla disponibilità della stessa ad accogliere prodotti provenienti da freelance: pare che abbia già funzionato, anche se va detto che una cosa sono i freelance, un'altra l'universo user-generated.
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