L'autoradio della Logan MCV: il trionfo del low-cost
C'è gente che ha le lacrime agli occhi per via di MuxTape, pensando alle vecchie audiocassette. Io, invece, sono commosso dalla scelta low-cost della nuova joint-venture Renault-Dacia, che nell'ultima, risicatissima versione base della station-wagon della Logan ha infilato una autoradio con mangiacassette! Se non ci credete, la brochure si trova qui (a proposito, attenti agli asterischi).
A pensarci bene, non è affatto una scelta così controcorrente. Intanto, con un semplice adattatore, è come avere il dock per il proprio lettore MP3, cosa impossibile sulla gran parte delle autoradio preinstallate in auto. Inoltre è un chiaro "occhiolino" al pubblico vintage, che da un lato non compra un CD da secoli, ormai, dall'altro ama avere a bordo una radio da maltrattare allegramente.
Insieme ai Furniture Swap parties della Ikea, al fenomeno Asus EEEPC, ai prezzi politici di alcuni generi alimentari decisi dai grandi nomi della GDO in Emilia Romagna, la Logan - prezzo al pubblico intorno ai 9700 euro - si inserisce nella grande ondata del low-cost che - prima ancora di essere un fenomeno sociale, quasi uno stile di vita (che tra l'altro approvo) - è soprattutto una straordinaria occasione di brand restyling per le aziende che vi si cimentano.
Per intenderci, un'azienda come ASUS può rinunciare a qualche margine sulle vendite proponendo un notebook ultraleggero a 299 euro. Ma d'ora in poi sarà considerata una azienda rivoluzionaria, e ogni suo futuro lancio sarà circondato da attese finora impensabili. Tutto il contrario di quello che ha fatto Bose, che ha mantenuto alti i prezzi dei prodotti tagliando vertiginosamente i costi, grazie a una spregiudicata politica di delocalizzazioni. Peccato che gli audiofili se ne siano accorti, passando in massa ad altri marchi prosumer.
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