Radio Popolare Roma al battesimo del web 2.0

postato da antoniocontent@yahoo.it [01/02/2008 14:38]
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Come ampiamente anticipato, ieri ho incontrato, insieme a Roberta Martinelli i responsabili di Radio Popolare Roma, segnatamente Marta Bonafoni e Federico Bogazzi, per la definizione delle prime attività fondate su strumenti Web 2.0.

 

Se il nostro obiettivo è indubbiamente quello di sperimentare l'interazione di questi strumenti nell'ambito delle attività editoriali di un mainstream media molto "partecipato" (come indubbiamente è Radio Popolare Roma, costola capitolina della celebre emittente milanese), lo scopo della radio è quello di "mettere un piede, anzi due, anzi due punto zero" nella parte più abitata della rete - per usare il felice titolo del saggio di Sergio Maistrello - cercando tutte le possibili sinergie in termini di contenuti e reti sociali.

 

La sfida è indubbiamente molto intrigante, e questo sembra favorire (assieme a una nostra personale e naturale adesione alla mission della radio) un clima piuttosto costruttivo. L'impressione è che con Marta e Federico si sia riusciti a "farsi capire", impresa non facile per gente come me che non ha mai avuto un particolare talento per il coinvolgimento e la divulgazione tecnologica. Forse la chiave è stato avere un fondamentale comune denominatore nella passione per il mezzo radiofonico, che per le sue caratteristiche ha anticipato molte delle "conquiste" del web, a cominciare dalla fisiologica tendenza a dare pari dignità alla voce dell'editore e alla voce del fruitore, pur con tutti i limiti sincroni del caso. Il far comprendere come questi strumenti estendano esponenzialmente la portata "sociale" della radio, arricchendola anche di contenuti, è la leva migliore per superare il prevedibile ostacolo della resistenza fisiologica al cambiamento.

 

Nel concreto, questo kickoff ha sciolto alcuni importanti nodi in termini di vincoli tecnici e culturali, la cui "fotografia" è un dato essenziale per stabilire alcune priorità. L'estensione sul web della radio, che andrà ben al di là del sito, deve comunque avvenire nel rispetto delle esperienze e della confidenza dei redattori/conduttori con gli strumenti da usare.

 

Di qui la decisione di utilizzare come "testa di ponte", i blog delle singole trasmissioni, a cominciare dalle più adatte, come strumento di introduzione della radio al mondo dei social network. E a questo proposito, abbiamo concordato sulla necessità di utilizzare piattaforme di blogging esterne, sia per sfruttare l'eventuale conoscenza pregressa di alcune di esse ai pubbilcatori designati, sia - soprattutto - per la loro capacità di integrare widget di altri social network, aggregando contenuti presenti su altre piattaforme, con tutti i vantaggi conseguenti. Nelle prossime settimane, versosimilmente, i primi blog dovrebbero vedere la luce.

 

Se il blog fa riferimento a una trasmissione (e quindi, direttamente, a un segmento editoriale offline), per twitter il discorso si fa più anarchico e personale. Cercheremo di proporlo sia per inviare alert agli ascoltatori sugli "unfolding live events" (cosa che a titolo sperimentale sta già avvenendo) sia per fornire aggiornamenti in tempo reale sul backstage del lavoro di singoli redattori, conduttori e (in condizioni di mobilità) inviati. L'obiettivo è quello di creare una "community-formicaio" che trametta anche tutta la passione per questo duro lavoro, e faccia capire lo sforzo che si nasconde dietro un servizio di informazione davvero "libera" dai potentati politici ed economici. E a dire il vero qualcuno ci sta già provando.

 

Nel frattempo Federico sta lavorando a un generatore automatico di podcast che trasformerà tutta la programmazione "adatta" a questo sistema di distribuzione in un archivio scaricabile e adeguatamente taggato in RSS. In questo modo sarà più facile referenziare i contenuti audio dai blog delle trasmissioni e rendere pervasivi i singoli segmenti su tutte le piattaforme tag-based che potranno aggregarli.

 

Il podcast, attraverso la creazione di uno speciale segmento "The best of", potrebbe anche diventare, magari associato a un video virale (specialità della casa di Roberta), uno strumento di promozione tout-court per la radio. Ma di questo parleremo in un secondo momento, magari quando affronteremo il tema dell'aggregazione (e messa in onda) di contenuti selezionati user-generated. Per il momento avviare e gestire blog, twitter e qualche account sui principali social network mi sembra già un ambizioso obiettivo di breve termine.

 

Roberta inizierà il suo stage lunedì, credo sia il caso di augurarle in bocca al lupo fin da subito :-)


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